Il restauro di Palazzo Cigola Martinoni, presentato lo scorso anno a Venezia in occasione di UrbanPromo, ha vinto il premio Urbanistica 2009 nella sezione "Equilibrio degli interessi".
Nella bassa pianura bresciana, precisamente a Cigole, fuori dai circuiti turistici e dalle espansioni industriali di Brescia, il bellissimo Palazzo Cigola Martinoni ha cambiato recentemente la propria vocazione, grazie ad un sapiente restauro, che ha trasformato l’edificio settecentesco in avanzato stato di degrado in una moderna struttura museale e sede di uffici comunali.
Questo progetto di conservazione e riuso porta la firma dello studio Feiffer & Associati di Venezia ed è stato sapientemente realizzato, negli aspetti esecutivi riguardanti le superfici, i serramenti, le finiture e le decorazioni da Tecnorestauri (Darfo Boario Terme), azienda specializzata nel settore della conservazione di edifici monumentali e di manufatti storico artistici.
Questo intervento è un caso particolare per varie ragioni: per la localizzazione del Palazzo, per le funzioni che vi sono state previste, quindi per la singolare progettazione che è stata elaborata ma, soprattutto, per la gestione di cui è stato oggetto prima durante e dopo il restauro.
“Molte competenze intorno ad un tavolo e soprattutto molte idee” ha sottolineato il prof. Arch. Cesare Feiffer “cultura, gestione ed idee innovative hanno reso possibile questo restauro.”
Quali sono dunque queste idee e quali strumenti si sono messi in atto per raggiungere questo obiettivo? Lo ha spiegato molto bene durante il convegno Riccardo Geminati, Presidente della Fondazione Pianura Bresciana.
“La fondazione, nata nel 2002, rappresenta il primo strumento messo a punto per studiare strategie progettuali che potessero portare ad ottenere le ingenti risorse finanziarie necessarie per il restauro del Palazzo. Il nostro comune, così piccolo, non poteva risolvere da solo il problema. Si è pensato così alla costituzione di una fondazione di partecipazione che è, in sostanza, equivalente ad una società per azioni no profit; il Comune è l’unico ente pubblico e poi ci sono sette soci privati costituiti da piccole imprese del paese e una cassa rurale.”
Un caso esemplare di partenariato pubblico-privato, quindi, che si è coniugato con il project financing legato alle nuove destinazioni d’uso stabilite per il Palazzo.
Si tratta di un project financing applicato ai beni culturali, nel quale si coniugano perfettamente l’utilità sociale e il profitto.
Il Progetto della Fondazione Pianura Bresciana ha trovato quindi largo consenso da parte dell’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, interesse formalizzato con la stipula di un Accordo di Programma (2005), che ha permesso di raccogliere circa il 60% delle risorse necessarie, e che ha visto la partecipazione al Progetto delle seguenti realtà:
- Regione Lombardia, Assessorato alle Culture, Identità ed Autonomie;
- Regione Lombardia, Assessorato all’Agricoltura;
- Provincia di Brescia, Assessorato BB.AA.CC. e alla Valorizzazione delle Identità, Culture e Lingue Locali;
- Camera di Commercio di Brescia;
- Fondazione Cariplo.
